Visita Roma


Ossario

Ossario

Alla scoperta del Museo degli Scheletri a Roma 

A Roma, in Via Veneto si trova una chiesa barocca ancora poco conosciuta. Vicino le fontane di Gian Lorenzo Bernini c’è la chiesa di S. Maria della Concezione, da sempre chiamata “I Cappuccini”. Al suo interno è esposto un famoso dipinto di Guido Reni, l’Arcangelo Michele che vince il demonio, commissionato dal Cardinale Antonio Barberini. Il prelato chiese di raffigurare il viso dell’angelo con una bellezza celestiale, mentre quello del demonio, al contrario, di una imbarazzante bruttezza.
A ben guardare, il volto del Diavolo sembra assomigliare a quello del cardinale Giovanni Battista Pamphilj (poi diventato Papa Innocenzo X), così da vendicarsi dei giudizi sprezzanti nei confronti della sua arte. Ma basta scendere qualche gradino per ritrovarsi nel cimitero sotterraneo della Chiesa, in cui, sono conservate le ossa di oltre 4000 frati morti tra il 1627 e il 1870. Gli scheletri sono disposti architettonicamente in quattro cappelle le cui pareti e volte sono decorate con tibie, femori e altre ossa, rispettando il gusto per il macabro tipico del Barocco.


 Casina delle Civette

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Casina delle civette – Villa Torlonia

La Casina delle Civette, dimora del principe Giovanni Torlonia jr. fino al 1938, anno della sua morte, è il risultato di una serie di trasformazioni e aggiunte apportate alla ottocentesca Capanna Svizzera che, collocata ai bordi del parco di Villa Torlonia e nascosta da una collinetta artificiale, costituiva in origine un luogo di evasione rispetto all’ufficialità della residenza principale. Ideata nel 1840 da Giuseppe Jappelli su commissione del principe Alessandro Torlonia, dal 1908 cominciò a subire una progressiva e radicale trasformazione per volere del nipote di Alessandro, Giovanni Torlonia jr., assumendo l’aspetto e la denominazione di “Villaggio Medioevale”. Dal 1916 l’edificio cominciò ad essere denominato “Villino delle Civette” per la presenza della vetrata con due civette stilizzate tra tralci d’edera, eseguita da Duilio Cambellotti già nel 1914, e per il ricorrere quasi ossessivo del tema della civetta nelle decorazioni e nel mobilio, voluto dal principe Giovanni, uomo scontroso e amante dei simboli esoterici. Nel 1917 l’architetto Vincenzo Fasolo aggiunse le strutture del fronte meridionale della Casina, elaborando un fantasioso apparato decorativo in stile Liberty.


La Cupola Piatta

Roma_Cupola_Piatta_S_Ignazio

Quale magnificenza deve apparire agli occhi del visitatore la gigantesca cupola di Sant’Ignazio, non appena varcato l’ingresso. Si accinge dunque a percorrere la navata per scorgerla da vicino ma…aspetta un attimo…che cosa succede???
Si sta appiattendo, la cupola si sta letteralmente schiacciando man mano che si avvicina!!!
Come si spiega quest’insolito fenomeno? Semplice!
In realtà la cupola grandiosa prevista per la chiesa non venne mai realizzata per alcuni problemi tecnici. E così Andrea Pozzo, per non lasciare l’edificio sacro incompleto, decise di dotarlo ugualmente di una cupola, anche se fittizia. Dipinse dunque lo spazio piatto su cui la stessa avrebbe dovuto essere edificata mediante la tecnica del trompe-l’oeil, con un’illusione ottica che permettesse di percepirla tridimensionale se guardata da un determinato punto di vista segnato sulla pavimentazione.
Peccato però che non tutti i turisti capiscano l’inganno qualora avessero deciso di rimanere sulla soglia. E così immagino alcuni di loro tornare a casa e raccontare ad amici e parenti: non puoi immaginare che prodigio architettonico sia la Cupola della Chiesa di S. Ignazio…. Ssssssshhhhh!!!!! Non sveliamogli niente!!!